Politici e moralisti del Seicento Strada, Zuccolo, Settala, Accetto, Brignole Sale, Malvezzi
Politici e moralisti del Seicento : Strada, Zuccolo, Settala, Accetto, Brignole Sale, Malvezzi / a cura di Benedetto Croce e Santino Caramella. - Bari : G. Laterza, 1930. - 318 p. ; 22 cm. - (Scrittori d'Italia ; 128)
Contributors
- Croce, Benedetto
- Caramella, Santino
Publisher
- Laterza
Subject
- Literature
Type of item
- Text
Date
- 1930
- 1930
Contributors
- Croce, Benedetto
- Caramella, Santino
Publisher
- Laterza
Subject
- Literature
Type of item
- Text
Date
- 1930
- 1930
Providing institution
Aggregator
Rights statement for the media in this item (unless otherwise specified)
- http://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/
Source
- Electronic reproduction Roma Biblioteca italiana
Language
- ita
Year
- 1930
Providing country
- Italy
Collection name
First time published on Europeana
- 2017-06-21T13:52:39.737Z
Last time updated from providing institution
- 2017-12-20T15:17:04.227Z
Table of contents
- POLITICI E MORALISTI DEL SEICENTO - STRADA - ZUCCOLO - SETTALA - ACCETTO - BRIGNOLE - SALE - MALVEZZI -- Copertina -- Frontespizio -- I. - FAMIANO STRADA, DALLE 'PROLUSIONES ACADEMICAE' (1617) -- I. - An congruenter honestatis et historiae legibus faciant ii, qui in rerum narrationibus ad callida et politica, ut ipsi vocant, cuncta divertunt: quo loco de Cornelii Taciti scribendi ratione multa disceptantur (Libri I Prolusio II) -- II. - Civilis institutio et politica praecepta ad omnera vitam cum in pace tum in bello temperandam, ex narrationibus rerum gestarum, quae una Liviana decade continentur, expressa. (Libri II Prolusio IV) -- II. - LUDOVICO ZUCCOLO, DELLA RAGIONE DI STATO (1621) -- III. - LUDOVICO SETTALA, DELLA RAGION DI STATO (1627) -- Libro Primo. - Della Ragion di Stato, in commune. -- Prefazione -- Cap. I. - Che cosa significa questo nome: ragion di stato -- Cap. II. - Che cosa sia ragion di stato, secondo il parere d'alcuni -- Cap. III. - Si esamina un'altra opinione, che cosa sia ragion di stato -- Cap. IV. - Si propone ed esamina un'altra opinione, che cosa sia ragion di stato -- Cap. V. - Opinione d'altri, che cosa sia ragion di stato -- Cap. VI. - Si esamina e rifiuta detta opinione -- Cap. VII. - Si racconta ed esamina un'altra opinione intorno alla diffinizione della ragion di stato -- Cap. VIII. - Che cosa sia ragion di stato, secondo il nostro parere -- Cap. IX. - Quante siano le specie della ragion di stato -- Libro Secondo. - Della Ragion di Stato regia. -- Sommario dei capitoli I-IX -- Cap. X. - La pietà e religione esser il primo fondamento del dominio regio e della sua ragion di stato: ma non finta né simulata -- Cap. XI. - Quanto sia pericoloso ad un prencipe il patire, o che s'introduca nuova religione, o che più d'una si permetta -- Cap. XII. - Il buon prencipe per niuna causa deve romper la fede data, ma sempre attendere alle cose concertate e promesse -- Cap. XIII. - Non convenire al prencipe l'esser troppo libero; e che la
- diffidanza, dissimulazione e secretezza molto sono profittevoli alla conservazione dello stato -- Sommario dei capitoli XIV-XXI -- Cap. XXII. - Della prudenza politica regia contro la plebe, acciò non procuri mutando il governo regio introdurre il popolare -- Cap. XXIII.- Della ragion di stato regia rispetto de' patrici, acciò non si facci mutazione nel governo aristocratico -- Sommario del capitoli XXIV-XXVI -- Libro Terzo. - Della Ragion di Stato degli ottimati. -- Proemio -- Cap. I. - Della ragion di stato degli ottimati, che riguarda la salute loro -- Cap. II. - Della ragion di stato degli ottimati, che riguarda la conservazione del governo aristocratico -- Cap. III. - Della ragion di stato aristocratica, la quale riguarda le azioni de' dominanti per corregger e emendar gli errori che potessero sovvertire tale stato di republica -- Cap. IV. - Della ragion di stato aristocratica, con la quale si procura la conservazione della forma di tale republica -- Sommario dei capitoli V-XII -- Cap. XIII. - Della ragion di stato degli ottimati per difendere la forma della loro republica contro alcuno, che si volesse far re -- Cap. XIV. - Rimedi contro la soverchia potenza d'alcuno, che nella republica degli ottimati procurasse il dominio per sé -- Libro Quarto. - Della Ragion di Stato della vera republica. -- Sommario dei capitoli I-III -- Cap. IV. - Della ragion di stato della politia, o republica commune, per rispetto della sicurezza del popolo -- Cap. V. - Della ragion di stato della politia, per conservare la forma di tal republica -- Sommari dei capitoli VI-IX -- Libro Quinto. - Della Ragion di stato tirannica con la quale i tiranni procurano conservar sé e il loro governo. -- Sommario dei capitoli I-XVII -- Libro Sesto. - Della Ragion di Stato oligarchica e del governo de' pochi. -- Sommario dei capitoli I-VIII -- Cap. IX. - Della ragion di stato de' pochi potenti, che difende nonsolo il dominio, ma ancora i dominanti: e prima della guardia armata -- Cap. X. - Della
- ragion di stato de' pochi potenti, che riguarda il modo di governarsi di questi con la plebe -- Cap. XI. - Della ragion di stato de' pochi potenti, che riguarda il dominio e i dominanti -- Libro Settimo.- Della Ragion di stato democratica o popolare. -- Sommario dei capitoli I-XVIII -- Cap. XIX. - Della ragion di stato democratica, e dei modi, con li quali la republica popolare si possa conservare -- IV. - TORQUATO ACCETTO, DELLA DISSIMULAZIONE ONESTA (1641) -- L'autor a chi legge -- I. - Concetto di questo trattato -- II. - Quanto sia bella la verità -- III. - Non è mai lecito di abbandonar la verità -- IV. - La simulazione non facilmente riceve quel senso onesto, che si accompagna con la dissimulazione -- V. - Alcuna volta è necessaria la dissimulazione, e fino a che termine -- VI. - Della disposizion naturale a poter dissimulare -- VII. - Dell'esercizio, che rende pronto il dissimulare -- VIII. - Che cosa è la dissimulazione -- IX.- Del bene che si produce dalla dissimulazione -- X. - Il diletto, ch'è nel dissimulare -- XI. - Del dissimulare con li simulatori -- XII. - Del dissimulare con se stesso -- XIII. - Della dissimulazione che appartiene alla pietà -- XIV. - Come quest'arte può star tra gli amanti -- XV. - L'ira è nemica della dissimulazione -- XVI. - Chi ha soverchio concetto di se stesso, ha gran difficultà di dissimulare -- XVII. -Nella considerazione della divina giustiziasi facilita il tollerare e però il dissimulare le cose che in altri ci dispiacciono -- XVIII. - Del dissimulare l'altrui fortunata ignoranzia -- XIX. - Del dissimular all'incontro dell'ingiusta potenzia -- XX. - Del dissimulare l'ingiurie -- XXI. - Del cuor, che sta nascosto -- XXII. - La dissimulazione è rimedio che previene a rimuover ogni male -- XXIII. - In un giorno solo non bisognerà la dissimulazione -- XXIV. - Come nel cielo ogni cosa è chiara -- XXV. - Conclusione del trattato -- V. - ANTON GIULIO BRIGNOLE SALE, DAL 'TACITO ABBURATTATO'. Discorsi politici e morali (1643) --
- A chi legge -- I. - Discorso terzo -- II. - Discorso quarto -- III. - Discorso sesto -- IV. - Discorso settimo -- V. - Discorso decimo -- VI. - VIRGILIO MALVEZZI, PENSIERI POLITICI E MORALI -- I. - L'amore di se stesso e della virtù come il vero se stesso -- II. - L'equalità e il sapiente -- III.- La pazienza, madre di tutte le virtù -- IV. - Gli artefici e l'arte -- V. - La bravura e l'immaginazione -- VI.- Passioni, vizi e virtù -- VII. - Impossibilità di toccare gli estremi -- VIII. - Le qualità delle vesti e l'animo -- IX. - L'umor malinconico -- X. - Riposo, ma non quiete per l'uomo -- XI. - La reputazione e l'azione -- XII. - La prudenza e la temerità -- XIII. - Il mezzo e l'estremo: la prudenza e l'ispirazione -- XIV. - La fortuna come forza che è nell'uomo -- XV. - Diverso valore dell'esempio nelle azioni felici e nelle infelici -- XVI. - Le precauzioni -- XVII. - Falsità del detto: che necessità non abbia legge -- XVIII. - Prosperità, avversità e intelligenza -- XIX. - La speranza -- XX. - La dolcezza della commozione nei pericoli e travagli degli amici -- XXI. - La donna e la concupiscenza -- XXII. - Vanità degli uomini per le loro donne -- XXIII. -Avere e darsi morte -- XXIV. - L'uno e il due: la ragione di stato di Dio e quella del diavolo -- XXV. - Avvedimenti umani e provvidenza divina -- XXVI. - L'interesse come forza cosmica -- XXVII. - Salvare lo stato accettando ogni cosa -- XXVIII. - Natura politica della legge -- XXIX. - Modi di acquistare il dominio -- XXX. - La tirannide e l'amore del pericolo -- XXXI. - Crescere, essere cresciuto, calare -- XXXII. - Ingrandire altrui -- XXXIII. - La sicurezza dei governi -- XXXIV. - II buon timore -- XXXV. - L'aristocrazia, elemento d'ogni stato -- XXXVI. - Gli uomini ragguardevoli -- XXXVII.- Virtù e invidia -- XXXVIII. -La libertà di parola -- XXXIX. -Il simulare -- XL. - Utilità degli errori pensati e non eseguiti e virtù delle repubbliche -- XLI. - L'attaccamento alla terra patria e gli effetti e la
- forza del distacco -- XLII. - Mutamento dei tempi da felici in infelici e difficoltà di adattarvi l'animo -- XLIII. - La salute dai nemici -- XLIV. - L'esperienza storica e la dimenticanza -- XLV. - L'instabilità della fortuna -- XLVI. - La riduzione del mondo all'uno e la monarchia universale -- XLVII. -La morte -- NOTA -- I. - Famiano Strada -- II. - Ludovico Zuccolo -- III. - Ludovico Settala -- IV. - Torquato Accetto -- V. -A. G. Brignole Sale -- VI. - Virgilio Malvezzi -- INDICI -- Indice